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venerdì 21 luglio 2017

ECCO COME FARE PER TROVARE LAVORO DURANTE IL PERIODO ESTIVO



Estate 2017: quali sono i lavori più richiesti? Come mettersi in gioco per guadagnare qualcosa?
L’estate 2017 per molti italiani si sta trasformando nella stagione ideale per trovare un impiego anche saltuario: sono molti coloro che si mettono alla ricerca del classico lavoro stagionale. In primis gli studenti, che vogliono approfittare del momento di pausa dallo studio, ma anche i disoccupati, viste le tante maggiori offerte di lavoro che la bella stagione offre. Ma quali sono i lavori estivi meglio retribuiti da poter svolgere durante l’estate?

Innanzitutto prima di cercare lavoro bisogna prepararsi:
·         Scrivere un CV aggiornato e che sia impostato in modo semplice mettendo in evidenza le esperienze svolte nel settore in cui proporsi

  • Creare un account di posta elettronica professionale utile per inviare le candidature e per ricevere comunicazioni da parte dei datori di lavoro interessati a fissare un colloquio (chi assumereste tra stellina90 e silvia.bianchi?)
  • Far circolare il proprio CV nelle maggiori piattaforme di domanda / offerta di lavoro online
La ricerca del lavoro estivo tuttavia non è cosa semplice ed è fondamentale partire preparati.
Per cercare lavoro le tecniche più diffuse naturalmente sono:
  • Effettuare un’indagine anche sul web e principalmente sui social e piattaforme online sulla presenza di posizioni aperte;
  • Consegnare manualmente o elettronicamente il CV in locali e luoghi di interesse facendo riferimento esclusivamente a contatti personali;
  •  Consegnare la propria disponibilità al lavoro stagionale presso agenzie interinali che poi provvederanno a smistare la vostra competenza presso i datori di lavoro che dovessero cercare il vostro profilo.

Quali settori in cui sono disponibili più posizioni in estate? E quali sono i settori in cui viene richiesto il maggior numero di personale in estate? Ecco in dettaglio i settori dove si ha più richiesta:
  • Agricoltura e quindi raccolta frutta e verdura presso cooperative agricole
  • Settore turistico e quindi presso alberghi, ostelli, campeggi, rifugi
  • Animazione
  • Accompagnatori per vacanze studio all’estero
  • Centri estivi, colonie
  • Assistenti bagnanti anche presso le piscine di città o parchi acquatici
  • Navi da crociera
In alcuni casi, dunque, lavorare d’estate non significa rinunciare al mare e all’abbronzatura: bisogna trovare l’impiego giusto che consenta di coniugare il lavoro con la vita estiva.
Quali sono le posizioni più richieste?
Con l’arrivo della bella stagione e dei turisti in ogni parte d’Italia sono molte le strutture ricettive che cercano personale da affiancare a quello che già hanno per far fronte alle molte più prenotazioni. 

Ecco le professioni richieste:
  • Cameriere/i di sala e ai piani, accompagnatore/trice, addetto all’accoglienza, aiuto barista/cameriere/cuoco, pizzaioli, segretari, lavapiatti, addetti lavanderia e stireria, pasticceri, chef;
  • Bagnini e altri istruttori sportivi muniti di brevetti;
  • Medici e para-medici;
  • Estetisti, parrucchieri e altri operatori del benessere;
  • Personale tecnico come scenografi, costumisti, coreografi, tecnici del suono e delle luci;
  • Personale artistico come musicisti, cabarettisti, ballerini, attori, imitatori, prestigiatori;
  • Accompagnatori per vacanze studio all’estero;
  • Babysitter nei classici orari di lavoro dei genitori (generalmente 8,00-17,00);
  • Badanti per accudire congiunti anziani o disabili per i periodi estivi.
Infine ci sono molti negozi che cercano commessi e addetti agli scaffali per affiancare il personale stabile dovuta alla stagione dei saldi.
Se avete voglia di mettervi in gioco dunque non avete che l’imbarazzo della scelta, basta saper cercare…
Hai qualche curiosità in merito alla gestione del lavoro stagionale nel turismo? Scrivici a sales@consorzioroyal.com
Per avere maggiori informazioni sulle regole e le caratteristiche del lavoro stagionale, leggi qui

               
Il Consorzio Royal è sempre aggiornato sui nuovi sistemi organizzativi e si mette a disposizione delle aziende interessate a valutare le opportunità che il mercato giuslavoristico propone.

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venerdì 26 maggio 2017

L’IMPORTANZA DEL LOGO AZIENDALE - LA STORIA COMPLETA DEL LOGO APPLE



Il logo è uno strumento di comunicazione in quanto espressione di un progetto più grande che si chiama Branding, processo attraverso il quale l’azienda differenzia il proprio prodotto fra altri simili, grazie all’utilizzo di nomi e simboli che dovranno trasferire i valori tangibili e quelli intangibili del prodotto stesso.

Ma quali caratteristiche deve avere?

  • ORIGINALITÀ - Un logo aziendale deve essere originale e progettato unicamente per la vostra società
  • IDENTIFICATICO – il vostro logo deve essere descrittivo e riassumere il tuo valore professionale, identificando la vostra società nella rispettiva categoria di mercato.
  • UNIVOCITÀ – il logo dovrà essere ricordato per le sue forme, i suoi colori
  • RAPPRESENTATIVITÀ - attraverso il marchio le persone hanno una prima impressione della vostra azienda: è la vostra rappresentazione ancor prima che un potenziale cliente varchi la vostra porta.
  • PROFESSIONALITÀ - il vostro logo deve trasmette un immagine professionale riassumendo valori e filosofia della vostra attività.
  • ADATTABILITÀ - Il logo deve essere facilmente adattabile ai diversi supporti mantenendo una perfetta leggibilità, sia in formato gigante che in formato bigliettino da visita.

Vediamo una delle case history più famose, quella della mela Apple.
La mela di Apple la compagnia fondata da Steve Jobs è, ai giorni nostri, la mela più famosa al mondo. Ma dove e quando è nato il logo che la identifica?

LA STORIA - La storia, come quasi sempre accade in questi casi, si confonde con le leggende metropolitane, e diverse sono state le teorie sul perché Jobs abbia scelto proprio questo simbolo. Si è detto che Jobs lo propose semplicemente perché la mela era il suo frutto preferito, ma anche che scelse questo simbolo e nome per omaggiare la casa discografica dei Beatles, la “Apple Records” o ancora che la scelta ricadde su apple per una ragione puramente alfabetica: apple viene subito prima di atari, la compagnia per cui Jobs lavorava prima di fondare la sua.

Una volta scelto il nome si dovette procedere a dotarlo di immagine, progetto in cui Steve Jobs partecipò sempre attivamente. Dal momento della nascita di questa compagnia, nel 1976, i loghi utilizzati sono stati tre.

IL PRIMO LOGO APPLE

Il primo logo venne disegnato da Ronald Wayne, nel 1976. Wayne entrò in apple invitato da Jobs, con una quota del 10% (pagandola 800 dollari), ma subito dopo aver disegnato il logo rivendette la sua parte di società ricavando 1200 dollari. L’investimento fu ottimo e Wayne ci guadagnò…sul momento, ma oggi quel 10% varrebbe ben 35.000 milioni di dollari.
Il logo proposto da Wayne è un elaborato disegno in bianco e nero simile alle vecchie etichette americane, più adatta ad altri usi sul mercato, che non a rappresentare un’azienda di computer. In questo primo logo appare Newton, seduto sotto un albero a leggere, circondato dalla scritta “Apple computer & co. – Newton: una mente che solca i difficili mari del pensiero”…in solitudine.
Lasciando da parte il valore artistico che questo logo poteva avere, tecnicamente parlando fu un disastro: la mela quasi non si vede, ed è praticamente impossibile cambiarne le dimensioni. I dettagli sono troppi, e cambiando la misura del logo se ne perdono molti, compresa la mela e la scritta Apple. Jobs infatti lo scartò immediatamente, dicendosi alla ricerca di qualcosa di più professionale.

IL SECONDO LOGO APPLE

Per il nuovo logo Jobs incaricò l’agenzia pubblicitaria Regis McKenna, in cui già lavorava Rob Janoff uno dei più creativi disegnatori di quegli anni, cui dobbiamo i loghi di IBM, FedEx, Volkswagen e CNBC.
Janoff cercò ispirazione nella materia prima: si recò al supermercato e comprò una mela per ogni varietà che riuscì a trovare. Dopo qualche settimana di progettazione Janoff si presentò da Jobs con il disegno di una mela monocromatica, con un morso laterale. A Jobs l’idea piacque, ma chiese a Janoff di rendereil disegno più colorato: qualcosa che “umanizzasse” l’azienda. Fu allora che Janoff creò quello che divenne il secondo logo apple: la mela arcobaleno.
Questa è la storia ufficiale, e come tutte le storie ufficiali presenta un’alone di mistero. Si dice infatti che Janoff disegnò la mela con il morso in omaggio ad Alan Turing, uno dei pionieri dell’informatica, suicidatosi mordendo una mela che lui stesso aveva avvelenato con del cianuro.
Altri pensarono che la mela a sei colori rappresentasse simbolicamente la comunità gay. Entrambe le versioni vennero smentite sia da Jobs che da Janoff.
Più recentemente c’è stato chi si è dedicato allo studio dei numeri aurei, dichiarando che le proporzioni della mela rimandano alla sequenza di Fibonacci, ma è stato provato che seguendo le linee delle proporzioni si possono trarre numerose altre conclusioni.

IL TERZO LOGO APPLE

Quando a metà degli anni 90 Steve Jobs tornò a capo della compagnia, decise di apportare diversi cambiamenti, logo compreso.
L’arcobaleno appariva un po’ obsoleto, e i pubblicitari confermarono che la Apple era certamente più associabile alla mela che non ai colori. Si iniziò quindi a studiare un logo che mantenesse la mela, ma che giocasse sui toni del bianco, grigio e nero.
I loghi proposti diedero subito un’immagine più seria e professionale dell’azienda, non solo: dopo anni passati a cercare di ricreare le esatte tonalità di colore presenti nel logo precedente, il bianco / nero /grigio risultavano adattabili a qualsiasi formato e disegno.
Il terzo logo, quindi, quello della nuova era, iniziò ad essere utilizzato nel 1998, subendo ben poche variazioni dal logo principale. Nell’ultima decade infatti poco è cambiato della mela monocromatica e solo tre sono state le varianti.
Una è la più nota, in bianco e nero; una è la versione acqua, in azzurro, che si utilizzò tra il 2001 e il 2003 in coincidenza del lancio di Mac OS X; l’ultima è la versione glass, completamente grigia, utilizzata dal 2003 ad oggi.


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venerdì 19 maggio 2017

Partite IVA: tutte le novità 2017



Con il Jobs Act autonomi, diventato legge il 10 maggio 2017 con l’approvazione in via definitiva del DdL per tutelare i liberi professionisti, per le partite Iva sono in arrivo importanti novità sia dal punto di vista delle tutele contrattuali che per quanto riguarda prestazioni previdenziali e assistenziali.

Ecco le principali novità per le partite Iva introdotte con il Jobs Act autonomi:

1. Deducibilità al 100% delle spese di formazione
Sarà possibile dedurre dal reddito da lavoro autonomo un importo massimo all’anno di 10.000 euro per le spese di iscrizione a:

  • Master
  • Corsi di formazione
  • Corsi di aggiornamento professionale
  • Partecipazione a congressi e convegni

Limite fissato a 5.000 euro annui per la deduzione di servizi di certificazione delle competenza, orientamento, ricerca e sostegno dell’auto-imprenditorialità.
  
2. Dis-Coll diventa strutturale
Anche i lavoratori autonomi titolari di partita Iva avranno diritto all’indennità di disoccupazione. La Dis-Coll diventa una misura strutturale ed estesa anche da titolari di assegno o dottorato di ricerca, con un aumento dell’aliquota da versare alla Gestione separata Inps dello 0,51%.

3. Tutela dei pagamenti
Con il Jobs Act del lavoro autonomo vengono rese illegittime le clausole contrattuali nelle quali si stabilisce che i pagamenti verso professionisti, artigiani e collaboratori coordinati possano avvenire dopo i 60 giorni dallo svolgimento dei lavori. Le novità per le partite Iva per la tutela dei pagamenti prevedono che salvo diverse indicazioni nel contratto di lavoro autonomo, il titolare di partita Iva dovrà essere pagato entro il termine massimo di 30 giorni dall’emissione della fattura.

4. Maternità lavoratrici autonome
Le lavoratrici autonome in caso di maternità avranno diritto al congedo parentale di 6 mesi. Le partite Iva, iscritte alla Gestione separata Inps, potranno percepire l’indennità di maternità anche senza interruzione del rapporto di lavoro grazie al Jobs Act del lavoro autonomo.


5. Smart working e Centri per l’Impiego
In ogni Centro per l’Impiego sarà istituito uno sportello per la ricerca di lavoro rivolto ai lavoratori autonomi a partita Iva e per la prima volta nel 2017 viene disciplinato con legge lo smart working, il lavoro agile e flessibile fino ad ora regolamentato da clausole nei singoli contratti di lavoro. Ora, il lavoro agile dovrà essere stipulato per iscritto tra datore di lavoro e lavoratore, il quale avrà diritto alla stessa retribuzione dei colleghi che lavorano in sede. Per saperne di più sullo smart working leggi QUI 


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