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lunedì 6 giugno 2016

STORYTELLING 4 – IL BAR DELLA SIGNORA CARLA



La Signora Carla è la proprietaria di un bar in una bella zona di Milano.
Il locale è stato rinnovato da pochi anni ed ha uno stile moderno con anche una bella veranda molto richiesta nei mesi più caldi.
La caffetteria lavora molto sia per le colazioni che per i pranzi grazie ai molti uffici nella zona ed inoltre ha una buona affluenza anche per gli aperitivi serali.
Brioche, piatti caldi e freddi, cocktail e stuzzichini sono molto apprezzati dalla clientela in quanto la Signora Carla, insieme al suo staff, usa solo ingredienti freschi e genuini.

 
Durante la bella stagione e nei giorni lavorativi, il bar è sempre pieno e la Signora Carla, insieme ai suoi dipendenti, è decisamente soddisfatta dell'andamento dell'azienda, e talvolta, a causa della notevole mole di lavoro, avrebbe addirittura la necessità di personale extra.
Purtroppo il turnover dei dipendenti è molto alto. I ragazzi che lavorano qui sono spesso studenti italiani e stranieri che, una volta terminati gli studi, abbandonano senza poco preavviso.
Questo sta diventando un grosso problema per la Signora Carla che si trova spesso sprovvista di personale o con ragazzi sempre nuovi da dover formare.
La gestione dei collaboratori e l’ammortamento delle spese dei lavori di ristrutturazione fatti da poco, stanno incominciando a diventare un grosso problema per la Signora Carla che si domanda sempre più spesso:
Come posso fare per risolvere questi problemi? Come far fronte al ricambio del personale? Come abbassare i costi e rientrare delle spese dei lavori?

Cosa può fare la Signora Carla? 

La Signora Carla è una delle tante imprenditrici che si trovano in questa situazione. La discontinuità del personale e la necessità di contenere le spese riguarda ormai la maggior parte dei settori, e quello ristorativo non ne è immune. Il fatturato è abbastanza uniforme nei mesi, ma i costi, fissi e variabili, gravano sul bilancio societario in maniera sempre più preoccupante, arrivando a minare il futuro dell’attività.
E quindi? Vi è una soluzione soddisfacente, che sia realizzabile e non solo ipotizzabile teoricamente?
Ovviamente sì!
Noi di Consorzio Royal siamo la soluzione ideale a questo problema, in quanto da oltre vent’anni ci occupiamo di gestione semplice, ma cosa significa?
In poche parole ci facciamo carico del personale, assumendolo direttamente, occupandoci di tutte le pratiche burocratiche nonché dei corsi di formazione previsti per legge, riducendo i costi per l’imprenditore in maniera sensibile, semplicemente rendendo l’organizzazione più flessibile, ottimizzando il bilancio, aumentando nel contempo la liquidità di cassa della società.

 Ma per i collaboratori cosa cambierebbe?
La Signora Carla è molto affezionata ai ragazzi che lavorano per lei e non li vorrebbe penalizzare con una riduzione di stipendio o comunque con un contratto differente, e quindi?
Nessun problema, il nostro Consorzio mette il valore delle persone al primo posto, e garantirà ai collaboratori della Signora Carla le medesime condizioni economiche, mantenendo in essere lo stesso CCNL individuato dal nostro cliente, ma con un vantaggio in più! A fine mese anticiperemo al dipendente la maturazione dei diversi istituti di legge consentendo, anche al personale subordinato, un aumento di liquidità: questo significa che non dovrà aspettare luglio o novembre (13°-14°), per sostenere delle spese extra!

Vi piace la nostra organizzazione?

Riepiloghiamo i benefici della GESTIONE SEMPLICE:
·         Il personale verrebbe assunto direttamente dal Consorzio Royal, il quale manterrebbe la stessa retribuzione passata, addirittura percependo in anticipo la maturazione degli istituti di legge (volendo, anche del TFR)
·         La Signora Carla risparmierebbe migliaia di euro a fine anno, contando altresì su una maggior liquidità di cassa: andrebbe quindi a coprire i costi di ammortamento con anche ulteriori risparmi che potrebbe usare magari per ampliare la veranda così amata dai suoi clienti.
·         I corsi di formazione previsti per legge, compreso l’HACCP, l’acquisto delle divise dei camerieri, le visite mediche e la stesura delle buste paga sarebbero in carico al Consorzio Royal, liberando la nostra proprietaria di una notevole mole di lavoro (e di altre spese!)
·         In caso di assenza del personale, il Consorzio si fa farebbe carico di sostituirlo, SENZA aumentare i costi a budget. Nel caso quindi avesse bisogno la necessità di personale extra, come ad esempio durante gli aperitivi estivi, saremo noi di Consorzio Royal a trovare le persone in più.
·         Nei periodi in cui il bar avrà meno bisogno di personale, la Signora Carla potrà anche valutare di contenere il monte ore dei propri collaboratori, ottenendo quindi un risparmio extra!
·         Affidandosi a Consorzio Royal, non avrebbe + il problema del turnover dei dipendenti e ci occuperemmo noi della selezione personale con un notevole risparmio di tempo, di energie e denaro per la Signora Carla.
·         Infine, sarà nostra premura stanziare una Temporary Manager compreso nel costo del contratto per migliorare le prestazioni e la competitività dell’azienda, creare campagne marketing e formare adeguatamente il personale.

Questo significa soldi risparmiati e disponibilità di personale competente sempre a disposizione.


Affidandosi al Consorzio Royal, la Signora Carla ha risolto una buona parte delle sue necessità, contenendo notevolmente le spese, migliorando la qualità del servizio importante per garantirsi la clientela nel tempo. Collaborando con noi, contestualmente, ha garantito il lavoro ai suoi collaboratori, i quali continuano a percepire la medesima retribuzione. La quadratura del cerchio è avvenuta!
Se anche voi come la Signora Carla volete liberarvi dei vostri problemi, disporre di un partner affidabile che vi aiuti nell'espletamento del vostro lavoro, lasciandovi più tempo a disposizione, aderite al progetto GESTIONE SEMPLICE, la nuova organizzazione che vi permette di strutturare la vostra azienda, proiettandola nel futuro, creando la distanza con i vostri competitor.

www.consorzioroyal.com e la gestione semplice.

lunedì 28 marzo 2016

IL MISTERO DELLA MENTE



Uno degli studi che più ci affascina è quella del cervello olonomico di Karl Pribram. Una teoria molto discussa forse anche perchè, per semplificare, giustificherebbe l’ipotesi secondo la quale ognuno di noi vive in una Matrix, in un campo di interconnessioni dove nulla è ciò che sembra.
Interessante?



Gli studi di Pribram partono da una domanda che, quasi sicuramente, molti di noi si sono fatti.



Dove avviene, esattamente, la percezione a livello cerebrale? 




Per tentare di rispondervi, Pribram si interessò agli studi del suo maestro, Karl Lashley, il padre fondatore della psicologia fisiologica nord-americana, volti in parole semplici a comprendere la localizzazione della sede della nostra memoria, ovvero il nostro hard disk interno. 



Partendo dal principio secondo cui le funzioni psichiche fossero localizzabili, Lashley asportò una ad una le parti principali del cervello di alcuni topi che avevano appreso un percorso complesso, fino a quando si accorse che perfino quando era stata danneggiata la maggior parte del cervello, deteriorato al punto da compromettere le loro abilità motorie, i topolini continuavano a ricordare il percorso. La memoria, quindi, sembrava essere distribuita in ogni parte del cervello, efficace ovunque nel medesimo modo.



Fu così che Pribram si concentrò sulla visione. Fino a quel momento la versione accettata e condivisa riguardo alla percezione visiva, voleva che essa avvenisse grazie alla messa a fuoco degli oggetti da parte del sistema sensoriale deputato a questo compito, riproducendone poi le caratteristiche a livello corticale ed inviando quindi l’informazione all’area visiva primaria. Lo abbiamo pensato tutti: a ben vedere, proprio come se avessimo una macchina fotografica interna che riproduce fedelmente le caratteristiche del mondo esterno di cui facciamo esperienza.



Ci sbagliavamo. Nemmeno questi esperimenti portarono a validi risultati, o almeno, non nella direzione attesa. Essi mostrarono infatti che si poteva danneggiare quasi completamente tutto il nervo ottico di un gatto senza interferire in modo evidente con la sua capacità di vedere ciò che stava facendo, i suoi movimenti e così via.



Con buona pace dei topi prima e dei gatti poi, gli esperimenti sulla visione – proprio come quelli sugli engrammi – mostrarono che basterebbe una piccola porzione rimasta inalterata del tratto ottico (come prima di tessuto cerebrale), per ricostruire l’informazione visiva (come prima la rievocazione della routine). Tutto questo chiaramente non è in accordo con quanto detto sulla macchina fotografica, che deve essere integra in ogni sua parte per poter fornire immagini chiare e complete.



Ecco allora che finire degli anni ’50 Pribram si imbatté in una serie di studi che indirizzarono verso nuove strade ed ipotesi le sue ricerche. In particolar modo fu colpito da alcuni articoli circa l’olografia ottica, una tecnologia allora emergente, e dalla particolare metafora sul funzionamento del cervello che essa offriva.




Il modello olografico non solo chiarisce la natura distribuita delle nostre memorie, ma anche la capacità del cervello di contenere un gran numero di informazioni! Se si utilizzano laser con diverso raggio di incidenza sulla pellicola olografica, è possibile registrare diverse immagini su una stessa superficie. Se la pellicola viene fatta oscillare avanti e indietro, le varie immagini che contiene appaiono e scompaiono in un continuo flusso scintillante. La nostra capacità di ricordare sembra essere analoga al puntare un raggio laser su una porzione di pellicola e richiamare un’immagine particolare. Similmente, quando non riusciamo a ricordare qualcosa, questo potrebbe equivalere a puntare vari raggi su una porzione di pellicola a immagini multiple, senza riuscire a trovare la giusta angolazione per richiamare l’immagine/ricordo che stiamo cercando.



Ancora più interessante è la capacità della tecnica olografica di spiegare le associazioni della nostra memoria. Se il raggio laser viene fatto rimbalzare in sequenza su due oggetti distinti, ad esempio una mela e un telefono, lo schema di interferenza risultante viene impresso sulla pellicola. Se si illumina con il raggio laser solo il telefono, la luce riflessa che colpisce la pellicola darà vita all’ologramma della mela, e viceversa.



Se i nostri cervelli funzionano olograficamente, un processo simile potrebbe essere responsabile del modo in cui certi oggetti, percezioni, persone, evocano memorie specifiche dal nostro passato. Ogni situazione che viviamo o abbiamo vissuto, infatti, si compone di tanti elementi, ognuno dei quali genera un ologramma. Ogni dettaglio che successivamente re-incontriamo, quindi, può essere in grado di ri-attivare il ricordo della situazione d’insieme…e, ogni percezione visiva, olfattiva, uditiva o emotiva può essere codificata in un ologramma!

Post a cura di Barbara Lazzati